Psicoacustica: la percezione soggettiva dei suoni

Psicoacustica: la percezione soggettiva dei suoni

Uno dei sensi più stimolati nell’essere umano è quello della vista. Pensate a quante informazioni per lavoro, svago, divertimento, vita quotidiana processiamo attraverso i nostri occhi. Pensate come nella pubblicità, nei social network o all’interno di negozio veniamo stimolati visivamente.

E il suono? Ci fate mai caso? Immaginatevi un video senza musica. Pensate ad un’installazione multimediale senza la parte sonora di accompagnamento oppure all’esperienza in un negozio dove la musica ci accompagna e coinvolge all’acquisto. Quel video, quell’installazione, quel negozio non avrebbero più lo stesso valore.

Allora abbiamo chiesto al nostro Federico Mullner, che per 4DODO è Digital Content Creator, ma ha una laurea al conservatorio e di musica e audio negli anni si è occupato (leggi qui sotto la sua bio), di scrivere un articolo per introdurci il concetto di Psicoacustica, cioè lo studio della percezione soggettiva umana dei suoni.

Approfondiremo poi questo argomento durante il suo webinar gratuito che abbiamo organizzato il 21 maggio, alle ore 11.00.

Nell’articolo da lui scritto ci introduce all’argomento raccontando la sua esperienza personale, da quando, ancora bambino si chiedeva come le persone percepivano il mondo a come ha capito poi, studiando, che la percezione sonora (e non solo) è fatta di più aspetti: scientifici, psicologici, fisici e reazioni emotive. Buona lettura!


Chi è Federico Mullner – Digital Content Creator

Lavoro nell’ambito della produzione di contenuti digitali, video e musicali. In ambito video mi occupo sia dell’ideazione, storyboard, shooting ed editing con software come Pacchetto Adobe, Resolve Davinci, etc. In ambito musicale ho lavorato e lavoro come compositore (in particolare colonne sonore e per teatro), in studi di registrazione nel mixing e nel mastering usando software come Cubase, Logic, Ableton, Pro Tools, etc. Mi occupo di teatro come regista, scrittore ed acting coach. Ho studiato Musica e Nuove Tecnologie al conservatorio e conseguito il master in Audiovisivi (110 e lode). La mia passione coincide con la mia curiosità che è quella dell’espressione della creatività nonché della propensione al passaggio collaborativo delle competenze.


Il funzionamento del nostro cervello in merito alla percezione della realtà è sempre stato motivo di grande interesse e curiosità nella mia vita professionale, artistica e personale.

Fin da piccolo, quando ancora frequentavo le scuole elementari, mi sono sempre chiesto innocentemente se “gli altri”, fossero parenti, amici o compagni di scuola, percepissero forme, colori e suoni come succedeva a me.

La domanda nasceva dalla diversa interpretazione che davo alle cose rispetto al mondo esterno a me. L’ingenuità nasceva dal fatto che era proprio la diversa “interpretazione” di un evento fisico, e quindi lecitamente personale, a spiazzarmi perché non la capivo e non la accettavo sulla base dell’oggettività dell’evento fisico che scatenava quel vissuto. Non so come fosse iniziato questo dilemma per me, ma è certo che questa curiosità ha dettato inconsciamente le mie scelte più personali in tema non solo professionale, ma anche artistico.

Mi sono appassionato così alla pittura, alla fotografia, al videomaking e poi al computer graphic ma allo stesso tempo alla musica, alla sonorizzazione e alla produzione di ambienti multimodali e multimediali interattivi. Di conseguenza la mia formazione ha naturalmente coinvolto sia ambiti artistici che scientifici. Questo percorso mi ha consentito di sovrapporre
quelle che ormai ritengo facce della stessa medaglia: non c’è scienza senza arte, non c’è arte senza scienza.

La conoscenza e la riproducibilità di un evento fisico indagato scientificamente ne consentono la manipolazione e l’interpretazione dal punto di vista artistico e non solo: la sua riproduzione in altri ambiti come la comunicazione, l’entertainment, la creazione di contenuti digitali può sfruttare questo know-how.

In quest’ottica, con grande entusiasmo, lo studio della psicoacustica mi ha rivelato segreti e regalato strumenti per controllare il suono e la musica, dalla sua creazione/produzione alla gestione della sua diffusione/propagazione.

Nel corso degli anni mi sono reso conto di come a volte si “snobbi” o comunque si metta in secondo piano la gestione del “suono”, sia esso una colonna sonora, una musica di “sottofondo”, un parlato o uno scenario sonoro da riprodurre in un video o eventi quali mostre, installazione, percorsi edutainment.

Questo viaggio mi ha convinto che la conoscenza matematica dell’evento fisico sposata al sapere del funzionamento fisiologico del nostro corpo consente di avere a disposizione una visione globale più precisa di cosa succede. Anzi “ci” succede.

Interviene qui poi la nostra storia personale, la nostra più intima unicità, il come siamo fatti singolarmente. Nel mio itinerario formativo ho approcciato lo studio della psicologia della Gestalt che mi ha aiutato a capire la relazione tra fenomeno esterno e reazione emotiva.

Ecco il punto per cui il mio candido interrogarmi da bambino sulla percezione altrui non aveva risposta: ignoravo alcuni meccanismi psicologici e fisiologici oltre che ovviamente non padroneggiavo un linguaggio matematico che mi consentisse di studiare l’evento fisico.

Focalizzandoci infatti sull’universo sonoro, è qui che lo studio del fenomeno acustico mi ha consentito di domandarmi il perché di alcune percezioni uguali o differenti tra diverse persone potessero essere così significative.

La creazione del suono avviene infatti attraverso un percorso incredibilmente complesso che sottostà a regole precise ma anche ad alcuni “inganni” che il nostro apparato uditivo ci propone senza che ne possiamo averne coscienza o controllo. Mentre lo spostamento delle molecole d’aria (diamo per scontato che parliamo della trasmissione della forma d’onda
attraverso questo mezzo) e i dati che ne ricaviamo sono oggettivamente verificabili e quantificabili, ciò che succede dal timpano al nostro cervello di questa “vibrazione” è soggetta a trasformazioni.

Anche se fisiologicamente riconoscibile e ripercorribile, rientrano letteralmente nella costruzione della nostra percezione elementi anche psicologici tanto che le misurazioni di tali fenomeni sono soggettive pur rientrando in un range abbastanza definito.

Ne sono esempio il diagramma di Stevens e Wolkmann o quello di Fletcher e Munson in cui si parla esplicitamente di variazioni di percezione soggettive. Ci si rende conto di quanto la conoscenza e la manipolazione di queste “scale” può far vivere esperienze diverse a soggetti diversi.

La sperimentazione con ampia casistica ha poi dimostrato quali effetti e quanto differenti possono esistere durante la “costruzione” della percezione nel viaggio dal nostro orecchio al nostro cervello senza che noi ne possiamo avere letteralmente controllo. Sto parlando ad esempio di suoni che sentiamo ma che di fatto non esistono. Sono esempi dei cosiddetti effetti del primo e del secondo ordine a seconda delle parti del nostro apparato uditivo che sono coinvolte.

La psicoacustica consente quindi di capire come un evento fisico viene rielaborato dal nostro cervello per creare un fenomeno esperienziale la cui valenza emotiva, intellettuale e culturale è quindi veicolato dalla natura stessa del nostro apparato.

Spesso e volentieri, consciamente o inconsciamente, musicisti e tecnici del suono usano questi fenomeni per rendere più piacevole o significativo l’ascolto di un paesaggio sonoro.

Credo che più si conoscano questi meccanismi fisici e psicologici che stanno alla base della percezione sonoro, più un professionista, sia esso un tecnico del suono, un musicista o un installatore di impianti per la diffusione e amplificazione sonora, possa migliorare e di molto il risultato che si prefigge di ottenere.

Il “tutto è numero” di Pitagora non è poi così lontano dalla realtà in questi ambiti.


L’argomento Psicoacustica ti ha incuriosito?

Approfondiscilo seguendo il nostro free webinar!

PSICOACUSTICA – LA PERCEZIONE DEL SONORO

Con Federico Mullner

Venerdì 21 maggio 2021 – Alle 11.00 in diretta streaming

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