Il progetto multimediale per la Specola “Margherita Hack di Basovizza – INAF Trieste – Parte 1: l’allestimento tecnologico

Il progetto multimediale per la Specola “Margherita Hack di Basovizza –  INAF Trieste – Parte 1: l’allestimento tecnologico

Questo articolo è stato scritto da Giovanni Seravalle, studente del Liceo Scientifico Einstein di Cervignano del Friuli (UD) che ha trascorso in 4DODO il periodo di alternanza scuola lavoro, e ha realizzato le interviste alle persone coinvolte nel progetto.


Il 12 giugno del 2022 si è festeggiato il centesimo anniversario dalla nascita di Margherita Hack, scienziata italiana madre di grandi scoperte nel campo dell’astrofisica e abile ad appassionare ed informare ampissime platee grazie alle sue abilità di divulgatrice.

La Hack, arrivata a Trieste per la prima volta nel ’64, vanta un rapporto quasi viscerale con la città, tanto che è proprio qui che va incontro a una delle sue maggiori soddisfazioni: essere la prima donna italiana chiamata alla direzione di un osservatorio astronomico. Ha diretto l’osservatorio astronomico di Trieste (OATs) dal 1964 al 1987.

Una dei vari omaggi all’astrofisica fiorentina si concretizza nella riapertura al pubblico dell’osservatorio di Basovizza che porta il suo nome, dopo due anni di chiusura a causa del Covid.

Al piano terra della specola, l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Trieste ha allestito una mostra con un nuovo percorso divulgativo. Noi di 4DODO abbiamo messo in campo le nostre competenze creative e tecnologiche per donare alla mostra un’atmosfera di innovazione e modernità, virtù che contraddistinguevano l’animo di Margherita Hack.

La collaborazione tra 4DODO e INAF è stata costruita per creare un percorso espositivo basato sulla coabitazione tra postazioni espositive fisiche e multimediali, che nella disposizione dello spazio creano un intreccio tra reale (gli oggetti reali in esposizione) e virtuale (contenuti multimediali innovativi e di approfondimento).

Questo intreccio accoglie il visitatore sin da subito, nel momento in cui varca la porta d’ingresso: egli, infatti, si trova nell’unico punto di vista per osservare la proiezione della ricostruzione 3D del telescopio Reinfelder, utilizzato dall’astrofisico tedesco Johann Nepomuk Krieger e oggi conservato presso la sede di Trieste dell’INAF). Quello che osserviamo all’interno della sala è una proiezione anamorfica eseguita con una particolare tecnica prospettica detta “anamorfismo”, che sfrutta l’angolo della colonna centrale dell’osservatorio. Lo spazio centrale dedicato alla proiezione, inoltre, cambia durante l’esposizione e propone diversi immagini e informazioni riguardanti la storia di INAF Trieste e delle sue sedi. Proseguendo lungo il percorso espositivo, le postazioni espositive fisiche e multimediali si completano a vicenda: per fare ciò sono stati attrezzati tre monitor che espongono rispettivamente immagini e video di approfondimento, con interviste a Margherita Hack.

Per quanto riguarda la produzione dei contenuti, il lavoro di 4DODO si è concretizzato, oltre alla realizzazione realizzazione del modello 3D del telescopio Reinfelder (di cui parleremo nel prossimo articolo) anche nel supporto ad INAF per la creazione contenuti multimediali informativi sulla sua storia e sulla vita di Margherita Hack.

Per quanto riguarda invece l’allestimento tecnologico, 4DODO ha curato la fase di progettazione e la scelta delle tecnologie di visualizzazione dei contenuti audio, video e luci. Tutta la gestione della loro messa in onda compresa l’accensione e lo spegnimento delle tecnologie è gestita dal nostro sistema di controllo, il 4U System, progettato, realizzato e personalizzato per le esigenze della Specola.

E proprio dal nostro sistema di controllo iniziamo a raccontarvi il progetto da noi realizzato con un’intervista a Luca Formentin, il nostro Full Stack Developer.

La riproduzione digitale anamorfica del telescopio Reinfelder al centro della sala espositiva della Specola di Basovizza

Luca Formentin insieme a Marco Godeas e Stefano Vidoz ha curato la creazione e la personalizzazione del sistema di controllo dei contenuti multimediali: il 4U System. 

Buongiorno Luca, come avete strutturato la mostra alla specola Margherita Hack?

Per il progetto della Specola abbiamo installato vari monitor (4 in totale ndr) e videoproiettori (3 unità ndr) volti alla riproduzione di diversi contenuti multimediali insieme ad un sistema audio e di luci per l’illuminazione degli oggetti esposti; queste installazioni indipendenti l’una dall’altra, compresi audio e luci, sono controllate dal nostro sistema di gestione e controllo da noi progettato e realizzato: il 4U System.

Che cos’è e come funziona?

4U System permette di mettere in onda contenuti differenti nelle varie zone della mostra nelle quali possono essere installati monitor, ledwall e videoproiettori; ogni zona può essere controllata singolarmente da quella che è l’unità di controllo: l’Engine. Ogni Engine lavora seguendo dei template, necessari per gestire la messa in onda e il comportamento dei contenuti secondo le proprie necessità (slideshow, video, immagini + video…). Esistono inoltre dei template predefiniti e progettati da noi che poi possono essere personalizzati secondo le necessità dei clienti. Basandosi su questi template si può progettare la messa in onda del materiale multimediale (video, immagini e colonne sonore), schedulandolo nel calendario o come nel caso di Basovizza, gestendolo la messa in onda live e richiamando i template sul momento attraverso il CUE Manager. Tutti i contenuti sono caricati direttamente dalla “memoria” condivisa del sistema: il 4U Storage.

Una delle schermate dell’interfaccia di controllo del 4U System

In che modo un sistema così pensato può aiutare i responsabili e le guide della mostra e può essere di supporto all’esperienza del visitatore?

Con un sistema pensato e realizzato come il nostro 4U System, la mostra diventa più modulabile e gestibile, sia per le guide che per gli spettatori. Questo aspetto è emerso sin da subito ascoltando le esigenze di INAF sulle modalità di gestione del flusso di persone e di conduzione del percorso espositivo con i propri visitatori.

Per la guida, infatti, questo sistema è vantaggioso perché offre la possibilità di gestire l’intera esperienza di visita controllando e richiamando in tempo reale qualsiasi contenuto caricato in una definita zona espositiva, la cui gestione risulta indipendente l’una dall’altra. In questo modo non ci sono vincoli di tempo dettati da una programmazione “temporizzata” dei contenuti, ma a seconda della tipologia di ospiti la guida può richiamare contenuti di diversa natura o approfondimento, decidendone anche la loro durata e su che postazione soffermarsi di più.

Dal punto di vista invece della gestione tecnica, il 4U System esalta l’autonomia della gestione della guida, che grazie al pannello di controllo in Real time dell’Engine è in grado di fare modifiche in tempo reale nella gestione delle luci, dell’audio o dei contenuti in caso di modifiche delle condizioni ambientali quali luci naturali e rumori o necessità di altro tipo, senza essere vincolata da impostazioni decise a priori.

Ci sono inoltre ulteriori funzioni del sistema che permettono un controllo centralizzato ed immediato delle tecnologie installate. Una di queste è l’Interactive map, una visualizzazione a schermo degli engine attivi e del loro stato di funzionamento che con un semplice click permette di accedere al loro pannello di controllo e controllare in tempo reale i contenuti messi in onda o modificarli. Alla funzione Interactive map si aggiunge la schermata dei macro-controlli, le Macros, che permettono di controllare in real time o di schedulare l’accensione e lo spegnimento del sistema, la sua sincronizzazione e la gestione dei proiettori. Tra i Controllers risalta anche il pannello riguardante i Cue groups, pannello di direzione che permette una concatenazione tra contenuti di due o più Engine differenti attraverso la creazione di gruppi.

Il 4U System quindi è accessibile anche ai meno esperti in campo di informatica?

Assolutamente si! Anzi 4U System è stato progettato e realizzato per essere accessibile anche alle persone con meno esperienza in ambito tecnologico e multimediale, a partire dalla veste grafica dell’interfaccia di controllo estremamente semplice da utilizzare e intuitiva. Inoltre l’interfaccia web è raggiungibile da ogni tipo di dispositivo, che sia un computer, un tablet o uno smartphone.

Dopo questa prima carrellata sulle tecnologie e sul sistema per la loro gestione da noi realizzato, il nostro viaggio all’interno della Specola Margherita Hack di Basovizza continua nel prossimo articolo dedicato all’approfondimento dei contenuti, in particolar modo della riproduzione 3D del Reinfelder.


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