I trend del settore entertainment nel 2021 – Intervista a Stefano Vidoz

I trend del settore entertainment nel 2021 – Intervista a Stefano Vidoz

Dopo l’intervista a Federico Cautero, direttore creativo e CEO di 4DODO, uscita la scorsa settimana che puoi leggere qui, ora tocca a Stefano Vidoz, amministratore e direttore tecnico dell’azienda.

Anche a Stefano abbiamo chiesto come 4DODO ha fronteggiato quest’ultimo anno, quali cambiamenti si aspetta per il futuro nel campo dell’entertainment e soprattutto quali tecnologie rivoluzioneranno questo settore.

Anche con Stefano abbiamo parlato di EmotionHall, il progetto realizzato da 4DODO presso il Centro Commerciale “Tiare Shopping” di Villesse (GO) – di proprietà IKEA. EmotionHall è il primo Museo Immersivo permanente d’Italia, modulare e interattivo, dedicato ad Arte, Cultura, Intrattenimento e Stefano insieme al suo team di ragazzi ha curato tutto l’aspetto tecnologico delle infrastrutture di gestione multimediale dell’esperienza immersiva.

L’intervista di Federico e di Stefano le raccoglieremo insieme ad altri articoli nella newsletter mensile della 4DODO Academy, all’interno della quale potrai trovare news del settore e di 4DODO, informazioni sui workshop in partenza, novità e promozioni. Puoi iscriverti qui.

Ecco le risposte di Stefano Vidoz, CEO e Direttore Tecnico di 4DODO, alle domande poste da Giulia per il blog della 4DODO Academy,

Quali saranno i trend del 2021 nell’ambito delle tecnologie per l’entertainment?

Il 2020 è stato un anno di ritorno all’individualità. Il lockdown forzato ha fatto sì che tutte le piattaforme di intrattenimento individuale come pay-tv, videogiochi e le piattaforme di video on demand e streaming on-line prendessero il sopravvento su quelle di tipo collettivo.

Per il 2021 confidiamo in un lento ma graduale ritorno alle azioni collettive, non di massa magari, ma di piccoli gruppi, magari controllati e gestiti in maniera migliore. Il ruolo della tecnologia e delle infrastrutture tecnologiche sarà fondamentale in questo scenario.

Tutti abbiamo visto quanto le infrastrutture di rete siano state essenziali in questo periodo per poter rispondere al bisogno delle persone di contatto sociale e di continuità lavorativa.

Il focus del 2021, anche nel campo dell’entertainment, sarà quello di sviluppare soluzioni innovative che permettano a chi organizza esperienze di utilizzare la rete per raggiungere il proprio pubblico all’interno di un luogo non fisico, ma virtuale. Infatti, nell’ultimo anno abbiamo imparato che le occasioni di intrattenimento possono avvenire anche all’interno di uno spazio virtuale, il quale ci consente di raggiungere più persone dislocate nello spazio (e nel tempo).

Proprio per questo motivo oggi chi organizza eventi di entertainment e chi ne sviluppa la tecnologia per la loro realizzazione deve considerare la necessità di condividere e trasmettere all’esterno le esperienze che solo poche persone vivono in prima persona. Per fare questo ci vorranno tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, come ad esempio i social network e infrastrutture di rete e lo sviluppo di nuovi format che utilizzano i linguaggi specifici di queste piattaforme.

Mi puoi fare un esempio?

L’inaugurazione di EmotionHall è avvenuta fisicamente all’interno dei suoi quasi 2.000 metri quasi al Tiare di Villesse; contemporaneamente è stata trasmessa in diretta streaming sui social raggiungendo molte più persone rispetto al pubblico presente in sala.

Chi organizzerà in futuro queste tipologie di esperienze dovrà assolutamente tenere in considerazione la possibilità e la necessità di trasmettere all’esterno l’esperienza attraverso l’utilizzo della rete internet, in questo caso con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, come l’esempio piattaforme di streaming, i social network e quant’altro.

Questo significa che i progettisti di infrastrutture tecniche e di spazi condivisi dovrebbero prevedere tutti i dispositivi di registrazione, elaborazione e trasmissione audiovisiva, dotando gli spazi di videocamere, sistemi audio, e un’efficiente gestione dei segnali e della stessa regia.

Stefano Vidoz durante il test del sistema di EmotionHall al Tiare Shopping di Villesse (GO).

Come conviveranno esperienze reali ed esperienze virtuali?

Il reale e il virtuale sono destinati in futuro a mescolarsi sempre di più; il loro confine sarà sempre più labile e si assottiglierà con l’avanzamento tecnologico.

Gli strumenti tecnologici che quotidianamente utilizziamo aumentano le loro capacità e loro potenzialità con cadenze sempre più serrate e sempre di più ci danno l’impressione di vivere un’esperienza in altri luoghi, in altre realtà.

Pensiamo per esempio ai videogiochi, una delle industrie che da sempre trascina l’evoluzione della tecnologia: nell’arco di qualche decennio siamo passati da grafiche di pochi pixel monocromatici a realtà virtuali immersive ad altissima risoluzione. In futuro si farà sempre più difficoltà a distinguere in un videogioco il virtuale dal reale, proprio perché il suo aspetto grafico sarà sempre più verosimile alla realtà.

L’avvento dell’intelligenza artificiale e dei modelli di apprendimento automatico (machine learning) ha assottigliato ancora di più il confine tra virtuale e reale, “insegnando” al computer come ingannare i sensi umani creando immagini, video e dialoghi totalmente artificiali (deepfake)

Con il passare del tempo, ci troveremo di fronte a problemi di distinzione: dovremo capire cosa sarà ancora reale e cosa sarà invece virtuale, dovremo dotarci di strumenti in grado di comprendere al posto nostro cosa è autentico e cosa invece è creato artificialmente.

Secondo te, quali saranno i nuovi comportamenti e le nuove abitudini delle persone nei confronti di esperienze come teatro, concerti, eventi, mostre, musei?

In questo momento storico le persone sono molto attente ad evitare troppi contatti e luoghi molto affollati, ma manifestano comunque la volontà di tornare a incontrarsi e visitare i luoghi di persona. Secondo me nei prossimi mesi ci aspetta un ritorno alla collettività in modo più attento e molto graduale, magari da questa estate quando la possibilità di organizzare eventi all’aperto renderà più gestibile la loro organizzazione.

Questo bisogno delle persone è già emerso con EmotionHall. Infatti già nella breve esperienza della sua apertura abbiamo visto nelle persone la volontà di un ritorno alla collettività e allo stare insieme in sicurezza. Nell’arco di un mese infatti si è già arrivati a pieno regime con sold out di biglietti disponibili (300 biglietti giornalieri ndr) limitati a 30 ingressi orari.

In futuro la progettazione di spazi per esigenze collettive dovrà considerare lo studio dei flussi delle persone, i ricambi d’aria, le capienze e le portate delle sale, la temporizzazione degli eventi, gli ingressi scaglionati e la registrazione delle persone. Queste caratteristiche permetteranno di garantire una continuità di servizio anche in casi di epidemie come quella che stiamo vivendo.

Quali tipologie di esperienze proporranno le aziende da ora in avanti?

Il fatto che abbiamo imparato a gestire e vivere le cose “a distanza”, secondo me, condurrà le aziende a proiettarsi all’esterno attraverso i canali che fino a quel momento erano sottovalutati. Per esempio, senza tornare molto indietro nel tempo, meno di due anni fa era irrinunciabile un incontro di persona, una visita dell’agente di commercio, la partecipazione ad una fiera o a un sopralluogo. Ora la videoconferenza ha sostituito tutti gli incontri in presenza.

Le tecnologie nell’arco di un anno si sono evolute in maniera evidente e sicuramente le aziende avranno la volontà e l’esigenza di rappresentarsi all’esterno, cercando di rappresentarsi su canali diversi, al fine di costruire esperienze diverse, uniche, nuove. Costruiranno quindi esperienze diverse, in luoghi nuovi, architettonicamente studiati in modo da non rappresentare più lo spazio fisico perché questo diventerà lo spazio virtuale.

Come è stata l’esperienza di EmotionHall e quale sarà il suo futuro?

L’esperienza di EmotionHall è stata per 4DODO particolare perché ci ha messo alla prova non solo da un punto di vista progettuale, ma anche come System Integrator, come Content creator e come gestione tecnologica. Per noi è stata una sfida, anche contro il tempo, che abbiamo affrontato con successo raggiungendo un obiettivo che ci eravamo dati da tempo: quella di integrare e far dialogare tra di loro tutti i sistemi progettati e realizzati, facendoli convergere sotto un unico controllo.

Il futuro di EmotionHall è promettente. Siamo sicuri che il committente ha compreso le molteplici potenzialità tecnologiche che abbiamo progettato e realizzato per il suo spazio immersivo, e utilizzerà questo spazio per proporre delle esperienze innovative dove il reale si mescolerà con il virtuale per raccontare storie, far vivere sogni, informare ed educare le persone di tutte le età.

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