I trend del settore entertainment del 2021 – Intervista a Federico Cautero

I trend del settore entertainment del 2021 – Intervista a Federico Cautero

L’anno che abbiamo passato è stato sicuramente particolare, inaspettato e strano, ha modificato le nostre abitudini e i nostri comportamenti. Spesso negli ultimi mesi in 4DODO ci siamo chiesti come sarà il futuro, come si comporteranno le persone, quali esperienze le aziende proporranno ai propri clienti e in che modo investiranno in tecnologie per il settore dell’entertainment.

In attesa di capire come sarà l’evoluzione di questo 2021 iniziato da qualche mese, abbiamo intervistato Federico Cautero e Stefano Vidoz, amministratori e fondatori di 4DODO e abbiamo chiesto loro come l’azienda ha fronteggiato quest’ultimo anno e quali cambiamenti si aspettano per il futuro nel campo dell’entertainment. Questo sicuramente è stato uno dei settori che ha subito un fortissimo stop nell’ultimo anno e con i due CEO abbiamo cercato di capire, durante l’intervista, quali sono le prospettive per il futuro e come la tecnologia collaborerà nello sviluppo di nuovi processi, abitudini ed esperienze.

Abbiamo inoltre parlato di EmotionHall, progetto realizzato da 4DODO presso il Centro Commerciale “Tiare Shopping” di Villesse (GO) – di proprietà IKEA – che ha aperto il 3 febbraio (dopo aver rimandato l’inaugurazione a novembre n.d.r.) con la mostra “Van Gogh – Il Sogno”, facendo in pochi giorni sold-out di biglietti nonostante gli ingressi contingentati. EmotionHall è il primo Museo Immersivo permanente d’Italia, modulare e interattivo, dedicato ad Arte, Cultura, Intrattenimento. 4DODO ha realizzato tutto il progetto tecnologico di gestione multimediale dell’esperienza immersiva, curandone l’allestimento delle tecnologie e lo sviluppo delle infrastrutture software di gestione.

Raccoglieremo poi tutte le interviste nella nostra newsletter mensile della 4DODO Academy, all’interno della quale potrai trovare news del settore e di 4DODO, informazioni sui workshop in partenza, novità e promozioni. Puoi iscriverti qui.

Oggi partiamo quindi con la prima intervista dedicata a Federico Cautero, CEO e Direttore Creativo per la 4DODO Academy, intervistato da Giorgia.

Qual è il tuo punto di vista riguardo il momento che stiamo vivendo, al mondo dello spettacolo, dei musei, dell’entertainment in generale?

La situazione che stiamo vivendo rappresenta un momento particolare per tutti, che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. In questo momento, la cosa più importante da fare, secondo me, è capire che cosa possiamo fare in questo contesto particolare, in cosa e dove dobbiamo investire. Credo che dovremmo capire e accettare il presente per quello che è, anche insieme alle sue difficoltà, e trasformare questa situazione in un’opportunità per poter crescere e per poter fare quel qualcosa di diverso che magari abbiamo sempre rimandato. È il momento di sperimentare, di affrontare nuovi progetti e investire in infrastrutture che permettano, nel presente e nel prossimo futuro, di realizzare ciò che abbiamo fatto fino ad oggi in modo diverso, più innovativo, più veloce ed efficiente.

Cosa ha fatto 4DODO per fronteggiare questo nuovo scenario?

In questo periodo 4DODO ha investito sul lavoro e ha continuato a perseguire gli obiettivi sui quali abbiamo sempre creduto e condiviso tutti i giorni, impiegando il nostro tempo per definire strumenti e processi che riteniamo siano il nostro futuro. Futuro che è fatto di innovazione, ricerca, studio per trovare nuove soluzioni per il nostro lavoro.

Secondo me, dobbiamo vivere questa situazione come un’opportunità e non come un limite. Il limite c’è, lo sappiamo tutti, ma questo non deve influenzare il nostro modo di pensare altrimenti rischiamo di perdere tutti i nostri obiettivi, smarrendoci nella vastità dei problemi che sono enormi e che noi non possiamo neanche determinare.

Secondo te, quali saranno i nuovi comportamenti e le nuove abitudini delle persone nei confronti di esperienze come teatro, concerti, eventi, mostre, musei?

Io credo che le esperienze ricercate dalle persone non muteranno, perché esse ormai fanno parte della nostra vita. Quello che è cambiato nell’ultimo anno e che probabilmente subirà ancora delle modifiche nei prossimi mesi sarà il modo di usufruire di queste esperienze.

Per questo motivo i soggetti promotori di esperienze, siano esse teatrali, museali, eventi ecc. dovranno cambiare l’impostazione delle loro infrastrutture, rinnovandole e investendo su strumenti nuovi che permettano di produrre più facilmente e più velocemente, raggiungendo più persone o modificando le esperienze stesse in modo più semplice ed immediato, cogliendo ogni segnale di cambiamento e ogni nuova necessità per trasformarla in nuova opportunità.

Il cambiamento va vissuto in maniera assolutamente determinata e non passiva, affrontando la nuova realtà delle cose in modo cosciente e propositivo. Adottando questo atteggiamento diventiamo promotori dell’innovazione. Rimanere statici di fronte al cambiamento del contesto che ci circonda non è il modo giusto di affrontare secondo me un momento come questo. Non c’è una ricetta più giusta rispetto alle altre, ma solo facendo si capisce se l’intuizione che abbiamo avuto e la nuova strada che abbiamo imboccato è giusta o sbagliata.

Federico Cautero durante il test del sistema di EmotionHall al Tiare Shopping di Villesse (GO).

Quali tipologie di esperienze proporranno le aziende da ora in avanti?

Anche in questo momento le aziende devono continuare a rappresentare e a trasferire il proprio valore. Certo, il modo di rappresentarsi è cambiato e cambierà ancora in futuro. Credo che la nuova strada da percorre sia quella di costruire strumenti reali attraverso i quali far vivere nuove esperienze ed entrare in contatto con il proprio pubblico.

Le aziende probabilmente investiranno in infrastrutture che permetteranno di comunicare la loro dinamicità.

Potrebbero puntare sugli ambienti immersivi reali piuttosto che su quelli virtuali, cercando di coinvolgere nelle loro rappresentazioni anche i loro clienti. Io sono per l’esperienza reale che secondo me non è paragonabile all’esperienza virtuale. Per me l’esperienza virtuale è come se fosse un’esperienza di prova, per cercare di capire se una cosa mi piace o non mi piace, ma non è il fine ultimo.

Queste esperienze immersive reali devono essere particolari, uniche e fortemente legate alla necessità di trasferire al proprio pubblico, o ai propri clienti, il valore che rende l’esperienza unica. E per rendere possibili questi tipi di esperienze c’è bisogno di infrastrutture che permettano di trasferire il valore al cliente.

Come è stata l’esperienza di EmotionHall e quale sarà il suo futuro?

EmotionHall è un’esperienza molto particolare perché avviene in un luogo inaspettato, cioè all’interno di un centro commerciale.

L’infrastruttura si trova in un luogo “economico” incaricato alla vendita e all’acquisto di prodotti, uno spazio che per definizione non è deputato all’organizzazione di attività di incontro e aggregazione con finalità ricreative e/o culturali. EmotionHall fa sue queste innovative finalità e si alimenta e vive grazie alla peculiarità del luogo che la ospita, determinando così l’innovatività e il risultato finale dell’esperienza che si vive al suo interno.

Questo secondo me è il suo grande vantaggio. Con questo progetto stiamo rispondendo ad una nuova necessità, quella delle persone di vivere delle esperienze culturali, ricreative, di intrattenimento e di incontro all’interno di nuovi spazi gestiti da nuovi attori. Nel contempo stiamo costruendo nuove modalità di fruizione di esperienze, delle quali sarà molto interessante analizzare e capire l’evoluzione nei prossimi mesi dalla sua entrata in funzione.

Ringraziando Federico, ti diamo appuntamento alla prossima settimana con l’intervista a Stefano Vidoz, CEO e Direttore Tecnico di 4DODO.


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