Il backup, Ovvero mantenere una copia di sicurezza dei vostri dati.

Il backup, Ovvero mantenere una copia di sicurezza dei vostri dati.

Potrà sembrare strano, ma anche un progetto multimediale di entertainment come quelli sviluppati da noi in 4DODO è composto da gigabyte o addirittura terabyte di dati tra elaborati grafici e scritture di codici.

Per questo motivo, il backup e l’archiviazione dei dati per noi è un aspetto fondamentale da ottimizzare e automatizzare per proteggere e rendere fruibile e facilmente accessibile il materiale anche in momenti diversi rispetto a quelli della produzione di uno spettacolo o di un progetto, seguendo un’archiviazione logica e ottimizzata.

Di backup se ne intende il nostro CTO, Stefano Vidoz, che in occasione della giornata mondiale del backup – il 31 marzo, ha scritto questo articolo che sicuramente catturerà la vostra attenzione verso questo argomento e vi farà prendere il vostro smartphone o PC e “backuppare” (come si dice in gergo nerd) i dati in essi contenuti.

È la giornata giusta per farlo! Buona lettura e buon backup a tutti!


Chi è Stefano Vidoz – CEO e CTO di 4DODO

Appassionato di elettronica, fin da bambino coltiva la passione per il suono, assemblando il primo amplificatore a 7 anni. L’interesse per l’informatica arriva dal primo contatto con un vecchio Amstrad CPC 464 e il linguaggio basic, passando poi per il 386 e i primi Pentium. In 4DODO, società di cui è amministratore, attualmente ricopro il ruolo di direttore tecnico e sistemista. Si occupa della progettazione e della validazione delle architetture hardware e software di tutte le installazioni temporanee o permanenti. Scopri qui di più su Stefano.


Giornata mondiale del backup

Il backup, Ovvero mantenere una copia di sicurezza dei vostri dati.

Perché fare il backup? Ci sono svariate ragioni per cui è importante avere una copia di sicurezza dei vostri dati, e come purtroppo si sente dire molto spesso – sempre più frequentemente, il backup è quella cosa che andava fatta “prima”…

Ma prima di cosa? Ecco ad esempio alcuni scenari più o meno gravi che ci possono mettere in seria difficoltà se non abbiamo “la copia di backup”.

Tutti abbiamo sullo smartphone alcune foto che ci stanno particolarmente a cuore, dove sono ritratte le persone care, un’occasione speciale, quel viaggio indimenticabile o quel bellissimo tramonto in spiaggia; ora immaginate che il vostro smartphone non ci sia più, smarrito, rubato o che la memoria per qualche ragione non sia più leggibile, e con lui tutti i vostri ricordi smarriti per sempre.

Ma non è questo il solo caso, pensate allo studente alle prese con la stesura della tesi, una distrazione e via perse ore, giorni o addirittura mesi di lavoro.

A livello lavorativo le cose si complicano un po’: quella presentazione alla quale si stava lavorando da giorni, il progetto da consegnare al cliente, o il foglio di calcolo con la rendicontazione dei lavori e della fatturazione, o i programmi di controllo della linea di produzione.

Pensando ad un livello ancora superiore le cose si aggravano ulteriormente, pensate se una importante entità governativa, scolastica, ospedaliera o bancaria “perda” i vostri dati: la vostra identità, il diploma o la laurea, le cartelle mediche con i risultati degli esami, o il vostro conto bancario semplicemente non esiste più.

Alcuni documenti o dati sarebbe davvero impensabile venissero cancellati o resi inutilizzabili.

Ecco perché nei casi dove le informazioni sono vitali, squadre di persone addestrate si prodigano 24/7 per mantenere al sicuro i vostri dati.

Ma niente è del tutto al sicuro.

Tutto ciò può accadere in qualsiasi momento, e la maggior parte delle volte senza averne colpa. Si pensi ad esempio ai sempre più frequenti ransomware, malware che si intrufolano nel sistema con la complicità di un utente poco attento, che infettano tutti i dispositivi collegati, criptando tutti i documenti e file e di fatto rendendoli inutilizzabili, salvo la vostra disponibilità al pagamento di un riscatto (ransome) in criptovaluta.

Secondo Malwarebytes, un noto produttore di software per la sicurezza informatica (https://it.malwarebytes.com/ransomware/) gli attacchi di questo tipo hanno infettato a livello mondiale il 35% delle piccole e medie aziende, causando disservizi e rallentamenti, e fatto ancora più grave, il 22% di queste ha chiuso i battenti per l’impossibilità di proseguire le attività.

Ne hanno sofferto anche grandi aziende come LG, Xerox, Canon e Carnival Cruises, università come l’Università della California – San Francisco (UCSF), così come molti ospedali e banche di tutto il mondo.

I dati non sono mai del tutto al sicuro su nessuna piattaforma, Smartphone, PC Windows, Apple e nemmeno su Linux

E noi che cosa possiamo fare?

Occorre innanzitutto capire il valore che noi attribuiamo ai nostri dati, sia esso affettivo, personale, lavorativo o economico, e stabilire in base a questo valore l’importanza di tale dato.

E occorre ripetere questo ogni volta siamo in possesso o stiamo elaborando nuovi dati, il backup è più di un semplice procedimento, il backup è un modo di pensare, uno status mentale.

Una volta stabilito questo bisogna attuare tutte quelle accortezze necessarie a mantenere quel dato sano e salvo, ma come?

Occorre fare una o più copie dei dati (ridondanza) e mantenerle aggiornate

Quasi tutti i sistemi operativi moderni integrano la possibilità di creare delle copie locali (hard drive) ma bisogna fare attenzione, poiché possono soffrire a loro volta dello stesso problema originario. Un hard drive nella stessa borsa del laptop potrebbe scomparire con esso, allo stesso modo, qualora fosse collegato al pc infettato da ransomware perderebbe tutti i dati in esso contenuti.

Occorre separare il laptop dall’hard drive di backup, oppure mantenerne uno in un luogo fisico diverso, ufficio/casa.

 Il vero backup, per essere efficace deve mantenere separati i dati originari dalle copie (ridondanza geografica)

Molti provider di servizi online ci vengono in aiuto offrendo la possibilità di archiviazione e backup su server remoti, il cloud, a fronte di un piccolo prezzo.

Pensare di demandare la sicurezza dei nostri dati a fornitori di servizi terzi ci dà spesso la convinzione che i nostri dati siano al sicuro, e sempre raggiungibili, ma non è sempre così.

Alcuni giorni fa, infatti, per una disattenzione, una delle server room di uno dei più grossi fornitori di servizi cloud è andata in fiamme. Per chi aveva riposto il suo lavoro e i suoi dati solo in quel luogo a poco valgono le scuse del provider quando li ha visti letteralmente andare in fumo.

Prima che sia troppo tardi poi occorre stabilire una procedura su come recuperare i nostri dati e a testarla proprio come fosse un allenamento. Questo ci darà la lucidità necessaria ad affrontare l’eventuale perdita dei dati organizzandone il recupero nel più breve tempo possibile (disaster recovery)

Esistono software, sistemi fisici di archiviazione, servizi on line e molteplici soluzioni e servizi offerti da diverse aziende per la conservazione dei dati, e ovviamente non esiste una ricetta o una formula che sia adeguata a tutte le esigenze e per tutte le tasche.

Quello che però è comune è il pensiero di voler tenere i propri dati al sicuro, preparandosi al “quando succederà” anziché al “se succederà”, evitando atteggiamenti imprudenti come pensare “a me non succederà mai” perché l’imprevisto è sempre dietro l’angolo.


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