Diritto e Rovescio. Aneddotica e considerazioni sul diritto d’autore

Diritto e Rovescio. Aneddotica e considerazioni sul diritto d’autore

In vista del webinar del 28 maggio 2021 sul Diritto d’autore e la Proprietà intellettuale con il nostro avvocato Matteo della Pietra, oggi affrontiamo questo tema molto discusso con uno dei collaboratori e speaker dell’Academy, Simone Sant, musicista e arrangiatore e titolare di Entropia Studios, studio di registrazione che ha all’attivo più di 300 collaborazioni a livello internazionale con il quale 4DODO collabora da diversi anni.

In questo articolo scritto da Angela Vanone, Multimedia Manager di 4DODO, Simone ci propone alcuni esempi pratici , dei quali uno è proprio relativo al suo settore, quello musicale, in particolar modo al caso di produzione dei jingle, spot o commenti sonori e quale dovrebbe essere l’iter di formalizzazione dei diritti con i propri clienti.

Buona lettura!


Chi è Simone Sant – Musicista e Arrangiatore

Inizia lo studio del pianoforte a 9 anni, per passare poi alla chitarra classica, a quella acustica e infine  elettrica, suonando nel suo primo gruppo rock, gli Entropia. Simone inizia la carriera di fonico in studio nel 1997, quando decide di dare vita a Entropia Studios, studio di registrazione e arrangiamento. Negli ultimi 20 anni ha lavorato come fonico live con moltissimi artisti sia in sala che sul palco e ha più di 300 collaborazioni con  vari artisti in tutto il mondo all’attivo.


Ancora oggi il diritto d’autore (a volte erroneamente indicato anche come Copyright – tutela la riproduzione) suscita dubbi, incertezze e dà luogo, spesse volte, a casi singolari e bizzarri.

Per affrontare questo argomento spinoso bisogna partire dal presupposto che ogni autore di un’opera d’ingegno, in un mondo ideale vorrebbe riconosciuta la paternità dell’opera e punterebbe ad avere un riconoscimento (economico e morale) ogni volta che l’opera stessa viene utilizzata.

Al fine di tutelare le persone che lavorano in un ambito artistico ed astratto la Legislazione Italiana ha prodotto materiale farraginoso e poco chiaro lasciando spazio a mala interpretazione e a comportamenti poco corretti. Per la legge italiana: “Il diritto d’autore nasce, in modo automatico, con la creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale” (codice civile, art. 2576) ”senza la necessità di procedere ad alcun adempimento formale da parte del suo autore”.

“Salvo prova contraria, è riconosciuto come autore dell’opera chi in essa sia indicato come tale.”

Vorrei sottoporvi un esempio: un fotografo, negli ultimi 10 anni, ha dovuto modificare notevolmente il suo approccio nei confronti dell’atto di far valere i propri diritti. Il motivo risiede nel fatto che il lavoro di e con le immagini, si è massivamente spostato in un dominio prettamente digitale, nel social media/network e più in generale sulla rete di pubblico dominio.

Un tempo il fotografo “analogico” utilizzava la pellicola e deteneva il negativo. Era l’unico a stampare copie delle foto da lui scattate (pensiamo al classico fotografo da matrimonio). Oggi invece il fotografo sicuramente si troverà a pubblicare le proprie foto in rete cercando di tutelarsi con un watermark (la classica scritta/firma in sovra impressione che riporta il proprio nome o il nome della ditta che esegue la foto); dico “cercando” perché – “fatta la legge trovato l’ inganno” – con molta probabilità vedrà la sua opera pubblicata su blog e social network con il watermark rimosso e/o tagliato, senza che non sia pervenuta nessuna richiesta di utilizzo o senza che sia stata data autorizzazione precedente.

La cosa potrà sembrare assurda e ovviamente illegale ma succede ogni giorno, con difficili possibilità di rivalsa a meno che la foto non sia utilizzata da enti pubblici/società o simili su cui ci si può effettivamente rivalere. Il povero fotografo anonimo, in questi casi quindi, deve abbassare le armi e convivere con la problematica nella maggior parte dei casi. Ho fatto questo esempio perché porta con sé una componente visiva e, in qualche modo, fisica come la foto.

Nel mondo musicale accadono situazioni simili. Vi porto una mia esperienza personale.

Durante la mia carriera professionale mi è capitato svariate volte di creare contenuti audio originali per jingle (Jingle: letteralmente tintinnio, cantilena ripetuta; in pubblicità, ritornello orecchiabile e facilmente memorizzabile che accompagna un comunicato pubblicitario televisivo o radiofonico n.d.r.), spot e simili.

Rari sono stati i casi in cui questo lavoro creativo ha avuto un riconoscimento a posteriori del diritto d’autore.

Esiste un documento che si chiama borderò (Borderò: nel campo dell’editoria il borderò è un elenco associato a una determinata pubblicazione dove vengono riportati i nomi degli autori, i titoli degli articoli, i numeri di pagina dove questi sono usciti, i compensi eccetera n.d.r.)

Il borderò permette in pratica di attivare il pagamento degli autori). Tale documento deve essere compilato dal cliente e inoltrato alla Siae al fine di conteggiare il compenso dovuto all’artista ad ogni utilizzo dell’opera. Va da sé che, se le composizioni fossero regolarmente registrate dall’autore e dichiarate in borderò dal cliente, ad ogni utilizzo specifico, i costi per il cliente sarebbero notevolmente maggiori. Questo è il motivo che porta un musicista a realizzare un jingle e a cederne automaticamente anche i diritti non rivendicando alcuna paternità.

Analogamente accade anche per i commenti sonori di pubblicità o di ambienti in cui la musica è considerata un sottofondo emotivo, come ad esempio mostre, musei etc.

Ad aggravare questa situazione negli ultimi anni, come ho già accennato soprattutto in ambito fotografico e musicale, sono nati moltissimi siti internet che vendono a costi irrisori immagini e musiche libere dal diritto d’autore, il cui creatore, sottopagato, ha messo a disposizione del portale o web shop che dir si voglia.

La diretta conseguenza di questa pratica è che la Tutela del diritto d’autore, che andrebbe applicata per il ristoro ed il riconoscimento di persone che mettono il proprio ingegno a disposizione di chi lo richiede, all’atto pratico non viene ormai ed ancor meno di prima, minimamente considerata.


L’argomento Psicoacustica ti ha incuriosito?

Approfondiscilo seguendo il nostro free webinar!

PROPRIETA’  INTELLETTUALE – Domande e risposte con l’avvocato

Con l’avvocato Matteo della Pietra, avvocato di 4DODO e speaker della 4DODO Academy

Venerdì 28 maggio 2021 – ore 12.00 in diretta streaming